Fino ad ora abbiamo analizzato profili e pagine dei leader politici sui social network più diffusi (Facebook, Twitter e Instagram) in maniera separata, ma nella strategia comunicativa di un leader possiamo trovare modi differenti di agire nei vari contesti: proviamo ad analizzare le differenze tra due social media, Facebook e Twitter, cercando di comprendere la strategia comunicativa dei principali leader politici italiani, ovvero, Silvio Berlusconi, Emma Bonino, Luigi Di Maio, Pietro Grasso, Giorgia Meloni, Matteo Renzi e Matteo Salvini.

Una prima differenza la possiamo trovare nel numero di follower su Facebook e su Twitter. Come possiamo vedere nel grafico seguente, Matteo Renzi è il leader più seguito su Twitter con circa 3,3 milioni di follower, seguito da Matteo Salvini con circa 600 mila follower e da Giorgia Meloni con poche migliaia in meno di follower rispetto al leader del Carroccio. Tra i meno seguiti possiamo trovare Silvio Berlusconi con poco più di 25mila follower, probabilmente anche perché è approdato alla piattaforma di Jack Dorsey solo nel novembre 2017.

Su Facebook la situazione è differente: il più seguito è Matteo Salvini con circa 2 milioni di “fan”, seguito da Luigi Di Maio e Matteo Renzi (rispettivamente 1,2 e 1,1 milioni di seguaci). Per un approfondimento sui profili social dei leader e sul numero di follower sulle diverse piattaforme si consiglia la lettura degli articoli: “I Leader su Facebook” e “I Leader su Twitter”.

La strategia comunicativa dei sette leader presenta differenze sia sulla base della piattaforma analizzata che rispetto agli stessi leader. Il periodo di riferimento di questa analisi comparativa si situa tra il 14 e il 20 febbraio 2018.

Twitter

Su questa piattaforma, nella settimana in analisi, il più attivo per numero di tweet pubblicati è stato Silvio Berlusconi (141), seguito da Matteo Salvini (28) e da Giorgia Meloni (32). Emma Bonino, appare molto altalenante nella produzione di tweet, come se ci fossero giorni maggiormente dedicati ai social per la leader di Più Europa e altri meno. Pietro Grasso e Matteo Renzi mostrano invece una presenza molto simile e costante che si attesta tra 1 e 4 tweet al giorno.

Nel grafico è possibile osservare un pattern alquanto anomalo, ovvero un calo significativo nel numero di tweet pubblicati da Silvio Berlusconi tra il 16 e il 18 febbraio. Il 17 febbraio 2018, infatti, il leader di Forza Italia condivide solo 2 tweet, mentre nei giorni precedenti e successivi il numero sale da un minimo di 7 ad un massimo di 38 tweet. Analizzando i tweet pubblicati durante la settimana abbiamo notato che nei tweet giornalieri del Cavaliere compaiono hashtag o tag riferiti a programmi televisivi, radiofonici o incontri con associazioni imprenditoriali come Coldiretti e AssoLombarda. Per quanto sia in nostra conoscenza, il 17 febbraio Silvio Berlusconi non ha rilasciato interviste nelle televisioni o nelle radio a diffusione nazionale e non sembra aver partecipato a incontri con associazioni di categoria. Per comprendere se si fosse trattato di una pausa dalla campagna elettorale abbiamo svolto alcune ricerche e abbiamo notato che Silvio Berlusconi il 17 febbraio ha rilasciato un’intervista video rilasciata a TeleRama, TV locale del Salento, a cui non è stata data però la stessa evidenza degli altri interventi pubblici del leader di Forza Italia. A questo livello di analisi non è possibile stabilire se si tratti di una casualità o di una scelta dovuta a motivazioni a noi ignote, si è ritenuto interessante approfondire la questione poichè un pattern simile (negli stessi giorni) è stato riscontrato anche su Facebook.

Facebook

Il numero di post prodotti dalle pagine pubbliche dei sette leader presi in analisi, nella settimana tra il 14 e il 20 febbraio, produce un grafico diviso in due parti: nella parte alta del grafico possiamo vedere i più produttivi su questa piattaforma, ovvero Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giorgia Meloni; nella parte bassa tutti gli altri leader. Il leader più produttivo è Matteo Salvini con 111 post, seguito da Luigi Di Maio con 101 post in una settimana.
Gli esponenti del centrosinistra e della sinistra, ovvero Emma Bonino, Matteo Renzi e Pietro Grasso raggiungono insieme 52 post, praticamente la metà rispetto a quelli dei leader citati poco sopra. Il blocco di centrodestra si divide con Salvini-Meloni nella parte alta con Giorgia Meloni che posta 82 volte, distaccando Silvio Berlusconi, situato nella parte bassa con “soli” 29 post nella settimana tra il 14 e il 20 febbraio.

Una pattern singolare su Facebook è rappresentato dall’attività di Emma Bonino che nella settimana tra il 14 e il 20 febbraio condivide 21 status sulla piattaforma, risultando più produttiva di Matteo Renzi e Pietro Grasso, ma in modo molto altalentante (con picchi positivi e giornate senza post). Nell’analisi dei contenuti pubblicati abbiamo notato un cospicuo utilizzo di immagini e video, ma anche la condivisione di link che rimandano ad interviste con testate giornalistiche di rilievo nazionale o locale (spesso relative a eventi di promozione della campagna elettorale). Questo purtroppo non fornisce molti indizi sulle motivazioni del pattern di utilizzo di Facebook di Emma Bonino, ma sembra suggerire, come nel caso di Silvio Berlusconi, una strategia comunicativa in parte legata alla diffusione di contenuti prodotti dai media tradizionali.

Le differenze emerse sembrano delineare, quindi, strategie di presenza online molto differenti, ma la frequentazione più o meno assidua delle piattaforme social potrebbe essere ricondotta a una molteplicità di fattori che come nel caso di Silvio Berlusconi ed Emma Bonino (in questa settimana) non sono sempre chiari e identificabili.

Al netto di questo, appare evidente l’intenzione del leader della Lega e della Presidente di Fratelli d’Italia di presidiare entrambi i social network con una produzione costante di contenuti. Differiscono in questo senso, Luigi Di Maio che sembra molto più propenso a “postare” su Facebook che su Twitter e Silvio Berlusconi che sembra mettere in atto una strategia opposta a quella del candidato premier del Movimento 5 Stelle. Tra i leader di sinistra e centro-sinistra la più produttiva su entrambe le piattaforme appare Emma Bonino anche se con una produzione di contenuti molto altalenante. Matteo Renzi e Pietro Grasso mostrano un livello di presenza su Twitter molto simile, mentre su Facebook è il segretario del PD a mostrarsi più attivo nella settimana analizzata.

Chiudi il menu