L’ultima analisi sui fake follower a cura dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa per il gruppo Policom.Online è stata appena pubblicata da Repubblica.it in un articolo dal titolo: “In due mesi 60mila ‘falsi’ tweet sui leader politici. Ma (per fortuna) l’Italia è ancora indietro”. Quest’ultima analisi approfondisce quanto emerso nel precedente articolo sui fake follower dei leader politici su Twitter, esplorando le azioni messe in atto dai fake follower, nello specifico il numero di citazioni dei leader politici.

Dall’analisi svolta sulle timeline dei fake follower dei principali leader politici italiani emerge che questi hanno citato i leader in 59.496 tweet (compresi retweet e reply) su un totale di 2.236.262 milioni di citazioni ricevute dagli account dei leader. In questo senso si può affermare che:

Sono numeri bassi, lontani da una massa critica che può drogare il funzionamento del social network o l’algoritmo che mostra i contenuti più rilevanti. E numeri così bassi fanno anche pensare che l’obiettivo politico non sia la priorità per chi ha creato questi account. (da Republica.it)

L’analisi delle @mention effettuate dai fake follower mostra che il più citato in assoluto è Matteo Salvini (19.860) seguito da Matteo Renzi (14.686) e Silvio Berlusconi (6.840). Il dato percentuale mostra gli stessi leader in testa alla classifica ma con posizioni differenti: Silvio Berlusconi (3,17% di citazioni da fake follower), Matteo Renzi (3,01% di citazioni da fake follower) e Matteo Salvini (2,93% di citazioni da fake follower). La tabella seguente mostra i dati per i principali leader analizzati. Molto interessante appare il caso di Pietro Grasso che nonostante un basso numero di @mention generali viene citato il 2.9% delle volte da account fake, in linea con altri politici che presentano un numero di follower e di citazioni più elevato. Luigi Di Maio, al contrario, nonostante il consistente volume di citazioni  ricevute risulta tra i leader meno menzionati da fake follower.

fake follower dei leader

(tabella ripresa da Repubblica.it)

Un aspetto interessante emerso dall’analisi delle timeline è anche il fatto che gli account fake non sembrano retweettare solo i leader che seguono ma anche altri leader, a volte appartenenti da aree politiche molto distanti:

dall’analisi del comportamento di questi account si nota non solo la loro scarsa attività – un vero social bot si dà molto più da fare nel diffondere i contenuti che gli interessano – ma anche la loro promiscuità. Così se è vero che Giorgia Meloni e Salvini hanno una base di utenti fake che si retwitta a vicenda, alcuni di questi account infatti twittano e retwittano indifferentemente politici di aree diverse, anche opposte.

(tabella ripresa da Repubblica.it)

Ulteriori approfondimenti nell’articolo di Repubblica.it

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