(Foto di copertina ripresa da Repubblica.it)

Nelle ultime settimane il Paese è stato attraversato da numerose manifestazioni antifasciste. Da Palermo a Milano, da Roma a Pisa, da Livorno a Napoli, in tutto lo stivale associazioni e movimenti sociali hanno organizzato delle contestazioni contro partiti politici accusati di razzismo e xenofobia, come la Lega Nord, o aderenti esplicitamente al fascismo, come Casa Pound e Forza Nuova. Proprio a Macerata dopo la tentata strage di Luca Traini, considerato vicino agli ambienti dell’estrema destra, la manifestazione antifascista del 10 Febbraio, accompagnata da polemiche e condizionata dalle divisioni, era stata preceduta da un corteo di Forza Nuova tenuto nonostante il divieto del questore e l’appello del sindaco e sfociato in violenti scontri con la polizia. Il cleavage fascismo/antifascismo, considerato sia nel dibattito mainstream che dalla comunità accademica come superato a favore di nuove forme di identificazione e divisone, sembra dunque aver recuperato centralità in questa campagna elettorale. Andando a guardare l’impatto provocato dagli episodi di Macerata su Twitter si osserva l’ampio utilizzo dell’hashtag #Macerata che viene tweettato 25.940 volte, retweettato 145.521 volte con 2.415 reply nel periodo che va dal 1° al 15 Febbraio.
serie temporale tweet macerata

Osservando la distribuzione nel tempo dell’hashtag #Macerata si riscontrano due picchi che coincidono rispettivamente con la data del 3 Febbraio (50.280 tweet, retweet e reply), giorno in cui si è verificata la sparatoria ad opera di Luca Traini, e del 10 Febbraio, data della manifestazione antifascista a Macerata (28.530 tweet, retweet e reply).

La sparatoria avvenuta a Macerata ha inasprito il dibattito politico e riacceso una conflittualità mai del tutto sopita tra fascismo e antifascismo sia tra i partiti che tra i soggetti della società civile. Da una parte vi è stata una risposta forte da parte della società civile organizzata con la manifestazione antifascista e antirazzista del 10 Febbraio, che ha portato in piazza 15.000 persone, tra centri sociali, associazioni (come Arci, Anpi ed altre, nonostante le forti tensioni interne), reti femministe, migranti, partiti politici e alcune sigle sindacali aprendo a una fase di netta contrapposizione e di contestazioni antifasciste in tutta Italia. Dall’altra vi è stata una forte presa di parola anche nei social network, dove sono principalmente utenti comuni a commentare l’accaduto di Macerata.
Selezionando i primi dieci account più attivi (tra coloro che hanno utilizzato l’#Macerata) è infatti possibile osservare che, ad eccezione del primo utente rappresentato da un mezzo di informazione locale (@ItnewsMc), tutti gli altri user sono legati a profili privati piuttosto che a soggetti politici o “pubblici”. Questo dato è interessante poiché mostra la capacità di utenti comuni di interagire nel dibattito politico nonostante una minore disponibilità di risorse rispetto ai soggetti organizzati.

Per quanto riguarda i tweet legati all’hashtag #Macerata che hanno avuto più visibilità (e cioè quelli più retweettati e hanno ricevuto più “mi piace” – favourite –), abbiamo deciso di riportare una Top Five per mostrare i contenuti che hanno ottenuto maggiore visibilità sulla piattaforma di Jack Dorsey nelle due settimane analizzate.

1) E’ il post pubblicato da Wu Ming Foundation il 3 Febbraio alle ore 04:33 il più popolare su twitter. Sulla piattaforma Twitter il collettivo di scrittori Wu Ming Foundation pubblica un tweet che ottiene 3.606 favourite e 2.280 retweet in cui pone una critica al “contesto democratico” ritenuto responsabile di aver dato spazio e legittimità al fascismo.

tweet wu ming su macerata

2) Con 3.967 favourite e 1.523 retweet è un utente comune (di cui non riportiamo il nome a tutela della privacy) a guadagnarsi il secondo posto. Nel tweet del 3 Febbraio, alle ore 5:55, l’utente commenta il gesto di Luca Traini come un reato fascista e terrorista, supponendo che, a causa del suo colore della pelle, avrebbe potuto essere lei stessa una vittima.

3) Al terzo posto si trova il post del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni condiviso il 3 Febbraio alle 07:24. Nel tweet, che ha raccolto 3.305 favourite e 1.218 retweet, il Premier invita a stemperare il clima di odio che ha generato un’escalation di violenza in seguito all’omicidio di Pamela Mastropietro (motivo che avrebbe spinto Traini a compiere la sparatoria).

4) Il tweet del 3 Febbraio, ore 05:20, del giornalista ed ex-membro del Partito Democratico, Gad Lerner si aggiudica il quarto posto. Il tweet di Lerner, che, che ha ottenuto 2.264 Mi Piace e 963 Retweet, individua nella propaganda elettorale contro i migranti la causa del gesto di Traini e più in generale della riabilitazione del fascismo.

5) Sulla stessa lunghezza d’onda del precedente è il tweet di Laura Boldrini, che ottiene 2.246 favourite e 775 retweet. Postato alle 07:11 del 3 Febbraio il tweet della ex Presidente della Camera, candidata per Liberi e Uguali, collega la sparatoria avvenuta a Macerata con la retorica di odio e con lo sdoganamento del fascismo, accusando Matteo Salvini, leader della Lega, di essere tra i principali responsabili.

boldrini su macerata

A valutare dalle reazioni che l’episodio di Macerata ha generato, fascismo e antifascismo sembrano categorie ancora attuali per comprendere il dibattito pubblico tra le forze politiche e, ancor di più, tra i soggetti della società civile i quali, attraverso un’ampia partecipazione di piazza, stanno nuovamente sottolineando come la difesa della democrazia e dei valori antifascisti debbano trovare concretezza nelle pratiche quotidiane di partecipazione dal basso oltre che nel rituale momento elettorale.

Chiudi il menu