Gli account Twitter dei leader monitorati durante la campagna elettorale presentano caratteristiche molto diverse tra loro. Una prima analisi descrittiva dei loro profili si rende necessaria per contestualizzare l’engagement generato dai loro post e l’abitudine a frequentare la piattaforma. Innanzitutto, la data di ingresso nella piattaforma di Jack Dorsey permette di distinguere tra early adopters (Matteo Renzi (2009) e Luigi di Maio (2009)) e ritardatari (Silvio Berlusconi (2017)).

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Silvio Berlusconi @berlusconi  17/10/2017 Nella vita ho sempre realizzato i miei obiettivi, anche quando in molti non li giudicavano realistici, anzi mi deridevano. Se ci credi e lavori sodo, vinci!
Emma Bonino @emmabonino 22/01/2010 ECFR co-chair; Former Italian Minister of Foreign Affairs; former EU Commissioner
Pietro Grasso @PietroGrasso 08/01/2013 https://t.co/BD1KO1gViF
Giorgia Meloni @GiorgiaMeloni 07/04/2010 Romana, classe ’77. Politica e giornalista. Sempre, ovunque e prima di tutto, italiana.
Matteo Renzi @matteorenzi 08/01/2009
Matteo Salvini @matteosalvinimi 23/03/2011 Leader della Lega ed europarlamentare.
Luigi Di Maio  @luigidimaio 17/06/2009 Vice Presidente della Camera dei Deputati. Candidato premier del MoVimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 2018.

L’analisi del numero dei follower di ciascun account restituisce il livello di popolarità nella piattaforma. Trattandosi di attori politici molto noti, la grande differenza tra il numero di follower di Matteo Renzi e gli altri non è probabilmente imputabile solo alla notorietà pregressa dell’ex Presidente del Consiglio ma, può essere letta come un indicatore, da un lato della capacità del leader di utilizzare questa piattaforma e dall’altro, delle differenze tra le audience dei singoli leader.

 

L’analisi del numero di following (gli account seguiti dai leader politici) fornisce un quadro differente. Matteo Salvini (Lega Nord) è il leader che segue un maggior numero di utenti rispetto a tutti gli altri, seguito da Pietro Grasso (Liberi e Uguali). Il numero di following restituisce un’idea della disponibilità del leader a ricevere aggiornamenti da altri account e, parzialmente, del modello comunicativo adottato. Data l’asimmetricità delle relazioni su Twitter è naturale che i principali leader politici abbiano un’ampia platea di follower e non è assolutamente scontato che decidano di seguire a loro volta altri utenti.

Un ultimo aspetto che è interessante analizzare per conoscere meglio gli account dei leader politici italiani è la produttività media calcolata sulla base del numero di status (tweet, retweet e reply) prodotti dalla data di creazione dell’account. Questo indice di «frequentazione» restituisce l’impegno di ciascun leader a frequentare la Twittersfera. Ad oggi, i leader di centrodestra, Silvio Berlusconi (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega Nord) sembrano i più presenti. Vi è comunque da tenere presente che si tratta di dati parziali, soprattutto nel caso degli account più recenti come quello di Silvio Berlusconi e Pietro Grasso, creati a ridosso della campagna elettorale che rappresenta un momento molto particolare della politica, anche (e sempre di più) sui social media.

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